La “Villa del Presidente” è un edificio tardo seicentesco che risiedeva, al momento della costruzione, in una zona molto decentrata rispetto al fulcro delle città; in aperta campagna, ai margini di quella vasta zona boschiva e a macchia che all’epoca costituiva il cosiddetto Bosco dei Cappuccini.

La residenza rispondeva  ai dettami delle tipica villa livornese dell’epoca, che “nata o trasformata non per coltivare gli ozi della campagna ma per ritemprare lo spirito ed il corpo, presenta quasi sempre un portico all’ingresso con colonne in pietra serena, sormontato da un terrazzo o da una fitta rete di pergolato formante un complesso motivo ricco di suggestioni volumetriche e chiaroscurali”.

Si accedeva alla villa dalla  parte ovest, cioè opposta rispetto all’attuale facciata di via Marradi, ed era collegata all’odierna via Roma da una strada privata. 

Ai primi del Settecento la villa e i suoi annessi, per un’estensione territoriale complessiva di circa tre ettari, appartenevano al portoghese Garzia Rodriguez, un negoziante nato a Lisbona nel 1646 che giunge a Livorno richiamatovi probabilmente dalle particolari condizioni di favore e prosperità procurate dal traffico portuale. Alla sua morte, dopo discussioni successorie, la villa e gli annessi passano al figlio Ferdinando Maria. Ma gli affari di questi volgono al peggio: la villa viene venduta al pubblico incanto e acquistata nel 1743 da Francesco Harriman, ricco negoziante inglese.

Dopo molti passaggi di proprietà, nel periodo 1838-1840 i terreni circostanti la villa  sono oggetto di esproprio parziale per consentire la realizzazione di una circonvallazione. In seguito ne furono proprietari i fratelli Achille e Aristide Nardini Despotti Mospignotti.

Il 7 febbraio 1889 la villa del Presidente  viene venduta dai fratelli Nardini, per novantasettemila lire, alla provincia di Livorno, con atto rogato dal notaio Antonio Minucci. 

Dagli inizi del Novecento fino al 1944, la villa è stata abitazione degli ufficiali comandanti la legione dei carabinieri. E’ stata sede della Provincia fino al 1957 e, successivamente, sede della Scuola musicale “Pietro Mascagni”.