Archaeological research
An archaeological collection including about 250,000 finds
The collection
The Museum of Natural History of the Mediterranean houses an archaeological collection consisting of finds mostly from the Livorno area: the largest number of these testify to human presence in prehistoric times, but a good number also in Roman and medieval times.
The entire collection is classified and included in an internal catalogue and 2354 finds are part of the state inventory.
The archaeological collection of the Museum is largely made up of finds dating back to prehistoric times that come from the Livorno area and document the rich human presence there. The Livorno area preserves evidence of particular prehistoric artisanal productions such as pendants and “beads” in polished steatite.
Steatite is widespread in the area of the Livorno Mountains, a rather soft rock that in local prehistory, from the Upper Paleolithic to the Early Bronze Age, was worked with the polishing technique to produce objects of personal ornament.
Pendants and “pearls” in polished rock, especially marble, are present throughout the country but in the Livorno area there is rare documentation of the manufacturing process, as there is a workshop for the production of ornamental objects dating back to the Eneolithic (in Tuscany 3600-2200 BC).
For further information we recommend:
"Gli ornamenti preistorici in steatite del territorio livornese" – Franco Sammartino, 2005
The protostoric incineration necropolis of Parrana San Martino
La necropoli di Parrana San Martino: disposte su un'area di 550 metri quadri le sepolture sono risalenti ad un'epoca compresa tra la fine dell'Età del bronzo e l'inizio dell'Età del ferro: centosessanta le urne cinerarie qui rinvenute alla conclusione degli scavi iniziati nel 2010 grazie al Gruppo Archeologico Paleontologico Livornese.
Ogni sepoltura è formata da un vaso di forma biconica coperto da una ciotola capovolta, il tutto deposto in una buca scavata nel terreno realizzati in ceramica d'impasto ricavata da argilla locale e dei quali appare notevole la sintassi decorativa.
I reperti, taluni frammentati, sono stati recuperati e sono attualmente conservati presso il Museo dove sono in parte esposti in un diorama dedicato all'interno della Sala dell'Umo nel mediterraneo.
the Valle in Lungo mining system
E' localizzato nell’entroterra di Populonia, è al centro di un intervento di ricerca e tutela condotto dalla Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio per le Province di Pisa e Livorno, in collaborazione con il nostro Museo, il Gruppo Speleologico Archeologico Livornese e l’Università di Siena. Le ricerche hanno indagato le aree minerarie superficiali e le numerose grotte-miniera interessate dell’attività estrattiva preindustriale dei periodi etrusco e romano.
L’intero sistema minerario preindustriale della Valle in Lungo è attualmente lambito da un’importante attività estrattiva. Le ricerche svolte hanno non soltanto importanza dal punto di vista della conoscenza archeologia e storica del territorio ma hanno anche l’obiettivo di sensibilizzare e condividere, a vari livelli della società, la responsabilità di tutela del patrimonio culturale comune.
The Punta del Segnale site
Il sito all’aperto di Punta del Segnale (Isola di Pianosa) fu scoperto dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana nel corso di una decennale ricognizione archeologica svolta sull’isola fra gli anni 80 e 90 del Novecento. Il sito si trova nella parte meridionale dell’isola, sul pianoro che sovrasta Cala della Ruta.
I primi scavi, svolti dal 2004 al 2007 dalla stessa Soprintendenza, hanno messo in luce il fondo di una capanna a pianta ellittica, delimitato in parte da un fossato. Al suo interno, i resti di un forno con conservata parzialmente la copertura a cupola.
I reperti trovati sono prevalentemente ceramici, questi riportano la decorazione appenninica e quindi datano il sito all’Età del Bronzo Medio (XVI-XIV sec a.C.).
Nel 2019 gli scavi sono ripresi ad opera della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio i collaborazone con il Museo di Storia Naturale del Mediterraneo, sotto la direzione scientifica dell’Archeologa Giuditta Grandinetti.
La campagna di scavo ha permesso di verificare lo stato di conservazione dei livelli precedentemente indagati e di ampliare le ricerche.
Last Update Date: 23/12/24 09:12





