Prugnolo selvatico

Prunus spinosa L.

Caratteristiche

E' un arbusto o un piccolo albero deciduo alto tra i 2,5 e i 5 metri, cespuglioso, con rami laterali brevi, scuri e spinosi, molto resistente ai parassiti. Le foglie sono piccole, ovali-appuntite con margine finemente seghettato, di colore verde-bronzo da giovani, poi verde vivo. Il prugnolo fiorisce a marzo-aprile prima delle foglie. I fiori, numerosissimi e bianchissimi, compaiono in marzo o all'inizio di aprile e ricoprono completamente le branche. Seguono frutti sferici, simili a piccole susine, blu-nerastri, pruinosi, con polpa gialla, asprigni, che rimangono a lungo attaccati ai rami.

Periodo di fruttificazione

La maturazione dei frutti si completa in settembre - ottobre

Storia

Il prugnolo selvatico è diffuso in tutta Europa e Africa settentrionale; le sue origini probabilmente sono in Asia settentrionale. Si trova da sempre in campagna nelle siepi campestri e da molto tempo utilizzato anche come siepi difensive antintrusione in quanto forma siepi molto fitte. Il Prugnolo è stato molto importante per gli uomini fin dai primordi. Gli archeologi ne hanno trovato noccioli fossilizzati durante gli scavi di villaggi risalenti al Neolitico. Dai tempi della civiltà araba, greca e romana fino a tutto il Medio Evo sia I fiori che i frutti di questa pianta venivano comunemente usati come erba medicinale e come cibo. Asclepiade e Andromaco decantavano il succo concentrato delle bacche di prugnolo come efficace rimedio contro la dissenteria. Il duro legno di questa pianta era anche usato nell’antichità per ricavarne utensili agricoli. Le spine fornivano una sorta di inchiostro, la corteccia una tintura rossa per lana e lino. I frutti del prugno spinoso sono utilizzati oggi in alcuni paesi per produrre bevande alcoliche (in Inghilterra lo sloe gin, in Navarra, Spagna, il Pacharán, in Francia la prunelle, in Giappone l'umeshu ed in Italia il bargnolino o prunella).

Last Update Date: 27/11/24 12:22