Lavanda
Lavandula angustifolia Miller.
Caratteristiche
La lavanda è un arbusto sempreverde, alto fino a due metri, con foglie argentate e fiori lilla, riuniti in spighe. I fiori e le foglie emanano un intenso profumo quando vengono stropicciati tra le dita, un profumo utilizzato fin dall'antichità nei cosmetici e nei detergenti. La lavanda vera è un arbusto che non necessita di grandi cure, e infatti viene comunemente coltivata nei giardini mediterranei, generalmente si pone a dimora in un angolo ben soleggiato del giardino, anche nella comune terra da giardino; infatti si tratta di un arbusto di facile coltivazione.
Proprietà
Il nome botanico è lavandula angustifolia, ma ha moltissimi sinonimi, che richiamano l’utilizzo che ne veniva fatto per i suoi blandi effetti terapeutici. Il nome lavanda deriva dal latino e fa riferimento all’antica usanza di inserire fiori di questa pianta nell’acqua per il bagno, con lo scopo di profumarla. La lavanda rispetto a moltre altre piante, ha una particolarità che la contraddistingue: si tratta del suo olio essenziale, noto per svariate proprietà terapeutiche: favorisce il relax, ma agisce come antidepressivo e cicatrizzante. È consigliato inoltre per curare stati d’ansia, insonnia, agitazione, ipertensione, ma anche per combattere infezioni o allergie.
I modi per sfruttare i benefici di questa pianta sono molteplici, infatti, per esempio, essa viene seccata ed insacchettata per profumare gli ambienti, oppure viene cotta e bollita in tisane per sfruttare le proprie caratteristiche rilassanti, ed infine ne vengono estratti gli oli essenziali per produrre altri prodotti, principalmente cosmetici e detersivi.
Storia
In Italia è nota anche con il termine nardo con cui si realizzava un’acqua profumata fino al 1600. È proprio il profumo che caratterizza la storia della lavanda, infatti per esempio nella tomba di Tutankamon furono trovate boccette di essenza di lavanda e la stessa sostanza si ritrova tra le bende delle mummie.
Furono i Romani a portarla il tutta Europa per avere sempre a disposizione l’acqua aromatizzata alla lavanda, utilizzata anche per le acque termali. Nell’Inghilterra Elisabettiana le dame cucivano sacchetti di lavanda nei vestiti per lasciare una scia profumata.
In quasi tutta la Toscana, dalle infiorescenze si preparano macerati in alcool, grappa vino o olio, da usarsi in frizioni analgesiche, contro i reumi, le nevralgie e le emicranie. Per curare le malattie da raffreddamento l’infuso acquoso è somministrato oralmente. Nel Livornese per aumentarne l’efficacia si addiziona a canfora al fine di contrastare lo svenimento; nella limitrofa isola d’Elba, si impiega localmente sia il macerato acetico dei fiori, per la disinfestazione della pelle, sia la foglia fresca, per trattare foruncoli.
Last Update Date: 15/11/24 10:47