Timo volgare
Thymus Vulgaris
Caratteristiche
Il timo è una pianta erbacea perenne con foglie piccole ed ovali, ed il loro colore varia dal verde chiaro allo scuro, con sfumature di giallo. I fiori sono piccoli e bianco-violacei, ed il periodo di fioritura si estende fino al termine dell’estate. Il timo è una pianta aromatica, la quale contiene un olio essenziale che conferisce il tipico odore di timo. Il Thymus vulgaris è il più conosciuto delle specie, proprio perché è il più utilizzato in cucina come condimento o spezia. Questo timo cresce spontaneo nelle terre del Mediterraneo dove trova terreni drenati, calcarei e ben esposti al sole.
Proprietà
Il nome Thymus deriva da un antico nome greco usato da Teofrasto, un filosofo e botanico, autore di due ampi trattati botanici, per una pianta profumata utilizzata come incenso nei sacrifici. L’epiteto vulgaris significa “comune”.
Le principali proprietà benefiche del timo sono di natura antisettica, calmante per la tosse, mucolitica ed espettorante favorendo la fluidificazione e l’eliminazione del catarro in eccesso e migliora i processi digestivi grazie alla sua capacità di contrastare la formazione di gas nello stomaco.
Inoltre bisogna fare molta attenzione all’olio essenziale puro, il quale se ingerito può provocare, a seconda della dose, nausea, vomito, diarrea, vertigini e insufficienza renale.
Storia
Il nome timo può avere varie origini: dal greco theyn che significa profumare in riferimento al profumo aromatico e pungente che emana la pianta, oppure dal greco thumon che significa ciò che è preso in sacrificio in riferimento all’usanza di bruciare la pianta durante i riti religiosi.
Il timo era una pianta ben nota agli Egizi, i quali lo utilizzavano nell’imbalsamare i defunti. Infatti pensavano che i suoi fiori rappresentassero l’anima dei morti; oggi invece si sa che grazie al suo olio essenziale, dalle potenti proprietà antimicrobiche, è in grado di inibire la proliferazione batterica. Il timo assieme a lavanda, rosmarino e salvia entrava nel famoso aceto dei quattro ladroni, panacea universale usata soprattutto durante le pestilenze.
In Versilia, un tempo veniva usato nella preparazione del formaggio, mentre le foglie venivano adoperate per aromatizzare ed insaporire i piatti.
In ambito medicinale il decotto delle foglie viene bevuto a fine pasto per facilitare la digestione. Nel pisano, livornese e pistoiese, l’infuso dei rami viene somministrato oralmente come spasmolitico in caso di coliche gastrointestinali, mentre a San Giovanni alla Vena il decotto si usa in bagni tonificanti agli arti dei bambini che si apprestano a compiere i primi passi.
Last Update Date: 15/11/24 10:54