Corbezzolo

Arbutus unedo L.

Caratteristiche

Si presenta come un cespuglio o un piccolo albero, che può raggiungere un'altezza di 10 m. È una pianta sempreverde con foglie piuttosto lucide di forma ovale lanceolata e margine dentellato.
I fiori compaiono tra ottobre e novembre, sono riuniti in pannocchie pendule con corolla di colore bianco.

Appartiene alla famiglia delle Ericaceae, diffuso nei paesi del Mediterraneo occidentale e sulle coste meridionali dell'Irlanda.

Periodo di fruttificazione

I frutti, chiamati corbezzole, sono bacche sferiche carnose, rosse a maturità, ricoperte di tubercoli abbastanza rigidi, maturano in ottobre-dicembre, nell'anno successivo rispetto alla fioritura che dà loro origine, con maturazione scalare.

Storia

Sembra che parte del suo nome botanico si debba a Plinio il Vecchio  che non amava i suoi frutti ed era solito dire “ ne mangio uno solo” cioè  unum edo – unedo ; i Greci chiamavano i frutti Komaros, lo stesso nome che usavano per le fragole e anche Ovidio fa riferimento al Corbezzolo come di “fragole di monte” che la terra spontaneamente donava agli uomini per appagarli.
Nel Risorgimento il Corbezzolo era associato al tricolore per i fiori bianchi, le foglie verdi e i frutti rossi; il poeta Giovanni Pascoli lo celebrò con una poesia ("Al corbezzolo").
In alcune zone del centro Italia, era tradizione andare per boschi a cibarsi di questo frutto durante la festa che si celebrava il 28 Ottobre come in una sorta di rito dei “baccanti”.
In  alcune località della Sardegna rurale, i rami del Corbezzolo sono ancora oggi usati  per costruire “su pilìsu“, lo strumento che viene utilizzato per rompere la cagliata del latte.
Nella tradizione contadina e popolare, il Corbezzolo simboleggiava  l’amore e la gelosia per il  colore esterno rosso e la polpa gialla.
I suoi rami erano posti sopra la porta di ingresso alla casa come benvenuto per gli ospiti.

Fecha de última actualización: 27/11/24 11:29