Cardo Mariano

Silybum marianum L. Gaertn

Caratteristiche

Il Cardo mariano o cardo latteo è una pianta erbacea biennale alta circa un metro e diffusa in tutti i paesi del bacino del mediterraneo. La pianta del cardo ha un fusto eretto, vigoroso e ampiamente ramificato, le foglie sono grandi, lobate e di colore verde intenso e hanno striature biancastre. I fiori invece compaiono in estate.
Le sostanze biologicamente attive che vengono estratte dai semi del cardo mariano sono silibina, silicristina e silidianina; i semi vengono utilizzati per preparare capsule, estratti, polveri e tinture.

Proprietà

Il Cardo mariano possiede principalmente proprietà antiepatotossiche, le quali capacità benefiche sono ben note sin dall’antichità, infatti viene utilizzato in caso di sofferenza organica e funzionale del fegato dovuta a patologie come epatiti, cirrosi e steatosi. I benefici del Cardo mariano per il fegato sono stati attribuiti alla silimarina e si basano su meccanismi prevalentemente antiossidanti, antiinfiammatori e citoprotettivi. Possiede inoltre proprietà colagoghe, cioè favorisce l’escrezione della bile, infatti, sarebbe in grado di preservare la cistifellea da alcuni disturbi.
Tra gli effetti collaterali più comuni si possono riscontrare disturbi gastrointestinali, disidratazione, mal di testa, irritabilità e difficoltà nel prendere sonno.

Storia

Si narra che la Vergine Maria in viaggio verso l’Egitto si fermò ad allattare il piccolo Gesù dietro ad un grande cardo. Una goccia di latte le cadde dal seno e bagnò una foglia. Da quel momento quella pianta divenne benedetta e si chiamò “cardo di Maria” o mariano. Per gli anglofoni è il milk thistle, cioè il cardo da latte, forse per quelle foglie maculo-striate che sembrano realmente bagnate dal latte. Sta di fatto che per secoli il Cardo mariano fu usato per migliorare il flusso di latte delle puerpere. Inoltre ha trovato utilizzo come antidoto per il veleno dei serpenti e come rimedio per la "melancolia".
Sul monte Amiata le foglie fresche e contuse vengono applicate sui foruncoli, per accelerare il processo di guarigione. In Garfagnana le foglie vengono consumate in frittata.

Fecha de última actualización: 15/11/24 10:51